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Cloud computing: è ancora motivo di preoccupazione?

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Diversi studi hanno dimostrato che le piccole imprese in Europa sono molto indietro rispetto a quelle statunitensi in fatto di cloud computing. Viene spontaneo chiedersi a che cosa sia dovuta questa situazione, essendo i vantaggi del cloud particolarmente evidenti per le aziende.

Pare che la risposta sia la sicurezza: molte aziende hanno probabilmente l’impressione che il cloud computing sia un “far west” online, in cui i ladri non aspettano altro che impossessarsi di dati incustoditi.

Per dissipare questi timori, il Cloud Industry Forum (CIF) ha lanciato un gruppo di interesse speciale per promuovere la sicurezza del cloud e dimostrare alle aziende che il suo utilizzo non è poi così rischioso rispetto alle soluzioni IT tradizionali. Andy Burton, presidente del CIF, ritiene che alcuni timori riguardanti il cloud computing potrebbero svanire se solo i provider di servizi cloud iniziassero a utilizzare tutti le stesse parole chiave. Noi siamo d’accordo con lui. E per agevolare questo processo abbiamo pensato di creare un piccolo glossario con alcuni dei termini più utilizzati in ambito cloud:

Cloud computing

Insieme di tecnologie che permettono di memorizzare e/o elaborare dati grazie all’utilizzo di risorse hardware/software distribuite e virtualizzate in rete piuttosto che residenti su server locali o dispositivi personali. Per le piccole e medie imprese ciò significa avere a disposizione una maggiore potenza di calcolo e un’infrastruttura IT più solida, flessibile e aggiornata, che richieda una gestione diretta ridotta al minimo.

Servizi in hosting

Si tratta di servizi ospitati non presso le aziende, ma in un data centre esterno. Invece di gestire, supportare e aggiornare i server fisici le aziende possono utilizzare server ospitati in un data centre e decidere di demandare manutenzione e supporto.

Utilizzo on-demand         

I clienti possono acquistare i servizi cloud in base alle necessità e in tempo reale. Ad esempio, se le aziende necessitano di server virtuali aggiuntivi per un progetto specifico, possono aggiungerli in tutta praticità, per poi rimuoverli una volta completato il progetto.

Software as a Service (SaaS)          

Il software viene fornito dal provider tramite Internet, pertanto non occorre installare o gestire applicazioni nel computer né acquistare eventuale hardware correlato.

Desktop virtuale               

Il desktop virtuale è identico al desktop tradizionale, con la sola differenza di essere archiviato su un server remoto e non in locale su un computer.                 In poche parole, effettuando l’accesso al server dal PC aziendale, dall’iPad o da altri dispositivi viene visualizzato il desktop tradizionale.

Consumerizzazione dell’IT            

Si riferisce alla crescente richiesta dei dipendenti di un’azienda di utilizzare dispositivi mobili e computer di loro proprietà sul posto di lavoro e include il modello BYOD (Bring Your Own Device).

Pool di risorse   

Risorse come storage, CPU, memoria, ampiezza di banda della rete e servizi e-mail sono raggruppate in pool per soddisfare le esigenze di più clienti. Questo alimenta le economie di scala, assicurando ai clienti risparmi notevoli sugli investimenti.

Ci sono altri termini relativi al cloud computing che desiderate approfondire? Suggeriteli!

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