La sostenibilità di un’economia circolare e il ruolo dei CIO


I CIO dovrebbero essere consapevoli del progressivo passaggio verso la cosiddetta economia circolare, anche se  tendono a liquidare il tema con l’etichetta “qualcosa che riguarda l’ambiente”. Nel tentativo di comprendere il dibattito sul tema del passaggio da un sistema economico lineare ad uno circolare, un punto di partenza per i CIO è la questione non secondaria del consumo energetico. Le server farm, i data center e persino gli street cabinet sono luoghi dove l’energia viene dispersa e talvolta anche recuperata e riutilizzata.

Ridurre lo spreco di energia, assicurarne la disponibilità oltre al recupero e al riutilizzo laddove possibile è ovviamente importante, ma ci sono anche molti altri elementi che un CIO capace dovrebbe considerare nel campo della sostenibilità.

Il concetto di economia circolare si riferisce fondamentalmente alla capacità di avere cura delle risorse più preziose, non solo per evitarne lo spreco ma anche per poterle riutilizzare e riadattare. Un esempio molto concreto è quello di una lavatrice creata per essere smontata e poi rimontata al termine del suo ciclo di vita. Ma che dire allora dei beni preziosi meno tangibili?

Sono molte le domande che dovrebbero porsi i CIO. In che modo le aziende in cui operano valutano il talento e la creatività? In che modo sono progettati i sistemi al fine di estenderne la durata e produttività? Quali elementi software sono stati predisposti avendo già in mente il loro futuro riutilizzo? E come sono gestiti i costi di questi investimenti a livello contabile nell’azienda? Come vengono analizzate e valutate le esperienze fatte sì da trarne un vantaggio in futuro?

Non esistono risposte semplici a tali questioni nel contesto tradizionale di un’economia lineare. Molto spesso prendere in considerazione la complessità di questi valori distintivi nel mondo reale va al di là delle competenze di economisti e addetti contabili. Ma non esula il ruolo dei CIO la capacità di identificare il valore dei migliori programmatori, dei progettisti più strategicamente ispirati e delle risorse in grado di adottare una prospettiva nuova e aggiungere un tocco di leggerezza a ciò che altrimenti sarebbe semplice routine quotidiana.

Studiare questi aspetti, individuare gli strumenti più avanzati a disposizione ed essere consapevoli di ecosistemi più ampi e delle conseguenze di azioni apparentemente fuori dalla norma sono tutti elementi che contribuiscono alla sostenibilità della vostra azienda. Non solo, questi fattori stimolano anche un forte senso di agilità, intesa come reattività e capacità di ripresa quando – inevitabilmente – le circostanze cambiano.

Una delle lezioni imparate da aziende ritenute pioniere nella ricerca di un futuro più “circolare” è la capacità di virare dalla vendita di prodotti alla vendita delle performance dei prodotti stessi. Acquistare un software o una licenza non è come valutare e investire nei benefici che essi saranno in grado di garantire quando utilizzati.

Un altro insegnamento riguarda la modalità di risolvere i problemi.  In passato l’impegno si rivolgeva alla ricerca e alla produzione di prodotti innovativi creati sulla base delle continua rimescolanza delle loro stesse componenti. Nell’economia circolare, invece, molto spesso le componenti dei prodotti vengono divise e considerate separatamente, ciò facilita la possibilità di riadattarle creando nuove interazioni.

Un esempio classico è lo smartphone: ci stupiamo e apprezziamo il fatto che questo dispositivo ci sorprenda con nuove funzioni non immaginate al momento dell’acquisto. Questo mostra come le piattaforme possano crescere, maturare ed essere riadattate, pur sempre all’interno di limiti hardware.

I CIO non devono quindi  pensare di essere votati  all’incomprensione o al dover rivivere cicli che si ripetono per tutta la loro vita professionale. In realtà, è la sostenibilità dei sistemi, delle aziende e delle funzioni che imporrà costantemente una reinvenzione. La  carriera di un CIO, il suo futuro e quello dei suoi collaboratori meritano indubbiamente i vantaggi derivanti da un approccio circolare e non più lineare.

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