Local, global o entrambi?

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Questo blogpost intende mostrare che le aziende più grandi possono vincere il confronto con i competitor più piccoli sia in termini di ricettività, sia di velocità di intercettare il mercato e sia, soprattutto, di capacità di cambiar pelle per passare da un’organizzazione per comparti stagni ad una metodologia di lavoro collaborativa.

di Alberto Monterosso, Marketing Manager Unified Communications

 

Local, global o entrambi?

“Bene, lo mangerò – disse Alice – e se mi farà diventare più grande mi permetterà di raggiungere la chiave. Se invece mi rimpicciolirà potrò strisciare sotto la porta. Così in ogni caso arriverò al giardino, non importa in quale dei due modi!”.

Alice nel Paese delle Meraviglie, Lewis Carrol

Spesso si dice che le aziende più grandi, specialmente le multinazionali, provino a pensare “local” ma poi agiscano in modo “global”. Sebbene questa dinamica di business e questo modello possano avere un certo valore in sé, si tende comunque ad avere bisogno di una sempre maggiore finezza di pensiero per trasformare questa attitudine in una dinamica di business e conseguentemente in una strategia di successo.

Uno dei punti chiave per una grande azienda che ha a che fare con un esercito di competitor più piccoli di lei è il fatto che la tecnologia disponibile oggi è in grado di lavorare sia a suo vantaggio che svantaggio.

Per fare un esempio, immaginiamo che un’organizzazione con 20 dipendenti con sede a Berlino scopra una grande opportunità per vendere i propri prodotti o servizi a Londra. Piuttosto che dedicare energie e investimenti nell’aprire una sede nella Silicon Roundabout di Londra, quello che la piccola azienda deve fare è dotarsi nel proprio ufficio di Berlino di un SIP Trunk collegato ad un numero telefonico londinese. Successivamente dovrà  pubblicizzare sul proprio sito web il debutto sul mercato londinese e assicurarsi che qualcuno in ufficio parli inglese per poter così iniziare a fare affari.

Ecco fatto, grazie al suo approccio agile al business, la piccola azienda è all’opera!

Allo stesso modo la grande azienda può operare la stessa scelta – qualcuno potrebbe obiettare che essere fisicamente a Londra permetterebbe di raggiungere un risultato migliore, eppure la digitalizzazione del business al giorno d’oggi premia un approccio agile, seppur non perfetto, ma pronto a cogliere le opportunità, piuttosto che operare in modo tradizionale con tempi lunghi.

Diamo un’occhiata a ciò in cui sono brave le piccole aziende.

In poche parole queste realtà hanno di solito maggiore controllo sui loro output e sull’interazione con la propria clientela rispetto alle organizzazioni più grandi. Per esempio, un piccola azienda può trovarsi nella posizione di verificare prodotti e rettificare qualsiasi problematica emerga molto più rapidamente di una grande azienda, minimizzando così il rischio ed evitando di trovarsi poi a gestire una situazione di crisi.

In questo modo le piccole realtà tendono istintivamente a essere più consapevoli dei vari livelli di servizio che i propri clienti ricevono così come del loro livello di soddisfazione e di quello del proprio staff. Nel caso delle aziende più grandi, invece, spesso possono servire mesi, se non anni, prima di acquisire la consapevolezza di una criticità e poter gestire un problema che riguardi la soddisfazione di clientela e staff. A quel punto, però, la questione può essersi già trasformata in un problema pubblico.

Se foste una grande impresa vorreste sicuramente avere a disposizione questa capacità.

Allora cosa possono fare le aziende per rendere le funzionalità della tecnologia moderna più agili, veloci e reattive rispetto ai bisogni dei clienti?

Facciamo un passo indietro ed esaminiamo la vostra organizzazione: molte aziende sono ingabbiate in un ecosistema di management a compartimenti stagni dove ogni responsabile porta avanti le funzioni di un determinato dipartimento. Il risultato finale è che molte divisioni non hanno la minima idea di quello che sta succedendo in altri dipartimenti: c’è pochissima se non addirittura nessuna interazione, comunicazione o condivisione delle best practices all’interno dell’azienda nel suo complesso. Un approccio strategico per aiutare a migliorare questa condizione è l’introduzione e la messa in opera dell’UCaaS, ovvero Unified Communications as a Service.

Grazie al modello UCaaS il vostro team di Londra potrà collaborare con quello di Berlino e con quello di Parigi, di Roma o di New York – tutti nello stesso momento (tenendo presente il fuso orario) come se foste tutti un’unica piccola azienda virtuale.

UCaaS comprende una moltitudine di applicazioni distribuite attraverso un modello cloud direttamente su un desktop o su un dispositivo mobile da qualsiasi luogo. Questo vi permette di ottenere una soluzione su misura che si adatti ai bisogni specifici di un determinato gruppo di dipendenti e consente alle persone di comunicare con tutta l’organizzazione aziendale.

E non si tratta semplicemente di comunicazione. Meeting di gruppo fatti ad-hoc, per esempio fra i responsabili marketing di nazioni diverse o di diverse categorie di prodotto che utilizzano applicazioni che fanno uso di testo, telefonia o video, garantiscono una maggiore opportunità di generare idee e soluzioni innovative piuttosto che attendere la prossima riunione ufficiale sulle vendite ed il marketing.

Attraverso UCaaS le grandi aziende risolvono problemi, collaborano e portano sul mercato nuove idee molto più rapidamente.

Come la torta magica di “Alice nel Paese delle Meraviglie”, il modello UCaaS permette alle realtà grandi di sembrare più piccole, e alle piccole di apparire più grandi. Per parafrasare Alice: “in ogni caso entrambe possono raggiungere il giardino”.

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Colt Technology Services

03 December 2015

 

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