La tecnologia come volano per la digitalizzazione e l’internazionalizzazione delle aziende del Lusso e del Made in Italy


Davide Suppia

 

 

di Davide Suppia, Director per la Divisione Network Services di Colt Italia

L’Italia è nota in tutto il mondo per l’altissimo livello dei suoi brand che operano nel settore del Lusso e del Fashion. Nonostante le dimensioni mediamente contenute delle aziende, sono italiane ben 23 delle 75 principali aziende del lusso a livello mondiale (dati Deloitte). Praticamente una su tre.

L’andamento attuale e le aspettative di crescita in questi settori sono incoraggianti, è previsto infatti un aumento notevole del mercato, che passerà dai 330 milioni di consumatori nel 2013 ai 400 milioni previsti entro il 2020, che toccheranno i 500 milioni nel 2030 (dati Bain & Co.). A questo si aggiunge un solido giro d’affari: nel solo 2015 il mercato dell’abbigliamento e degli accessori crescerà dell’1,6% ( dati Camera Nazionale della Moda Italiana), più del doppio delle stime sulla crescita del PIL in Italia. Non a caso, Confindustria ritiene che nel 2019 il settore dell’abbigliamento rappresenterà la prima voce di esportazioni per il Made in Italy, toccando i 4,7 miliardi di euro.

E’ quindi evidente che il Made in Italy può rappresentare un driver fondamentale per la crescita dell’intero Paese e che la presenza consolidata nei mercati esteri può fare davvero la differenza per le aziende del settore. Ed è proprio a questo punto che entra decisivamente in campo la tecnologia, ho affrontato questo delicato tema, ovvero come l’infrastruttura tecnologica e le soluzioni IT fungano da volano necessario per l’internazionalizzazione e digitalizzazione di queste aziende, nel corso del mio intervento al Luxury Summit 2015, organizzato da Il Sole24Ore.

Colt mette a disposizione delle aziende 169.000 km di rete che collegano 29 data centre dislocati tra Europa, America, Asia, quest’ultimo in particolare un continente di importanza centrale per il Made in Italy. Questa rete, robusta e molto capillare, permette alle aziende di scegliere come utilizzare e gestire i singoli servizi erogati da Colt, messi a punto per essere facilmente integrabili nei diversi processi e disponibili in modo rapido e flessibile. La rete di Colt è un’infrastruttura totalmente proprietaria e gestita, un fattore che mette la società in condizione di dare elevate garanzie sull’affidabilità dei servizi erogati (con SLA molto rigorosi).

La tecnologia è importantissima da più punti di vista per quanto riguarda il supporto delle attività di internazionalizzazione della aziende del Fashion e del Luxury. Tutti i servizi di Voip e di collaboration, ad esempio, permettono di accorciare realmente le distanze tra le diverse sedi periferiche di un gruppo e le sedi regionali e centrali, contenendo sensibilmente i costi e migliorando in modo decisivo l’efficienza generale dei processi aziendali. Il cloud computing e, a cascata, i servizi a esso collegati forniscono inoltre un’impalcatura solida e soprattutto scalabile (in quanto erogabile con un modello a servizio, SaaS), in occasione dell’apertura di una nuova sede o di un nuovo negozio.

Lo stesso ecommerce, su cui si basano così tanto le più recenti strategie di marketing omnicanale – che prevedono la sinergia tra negozio fisico, sito web e applicazioni mobili – può funzionare solo se si basa su piattaforme supportate da infrastrutture solide, garantite e performanti. Qualsiasi tentativo di acquisto online deve infatti poter avvenire in un contesto affidabile, in caso negativo la vendita non andrà in porto e il malfunzionamento pregiudicherà l’intenzione d’acquisto successiva da parte del consumatore, anche nei negozi tradizionali. Molte ricerche, infatti, indicano che la fase di valutazione dell’acquisto avviene nel web per almeno il 50% dei casi: la customer journey è quindi influenzata in modo decisivo dall’esperienza di acquisto multicanale che il brand è in grado di offrire. Questo non vale solo per i marchi che offrono prodotti generalisti, si prevede infatti che entro il 2018 le vendite di beni di lusso online passeranno dal 3% attuale del totale fino a raggiungere il17%, raggiungendo gli 11 miliardi di euro (dati McKinsey).

Non solo, la piattaforma di ecommerce può essere sensibile a specifici picchi di accesso dovuti sia alla stagionalità, un fattore naturalmente fondamentale del settore, sia a lanci di specifiche linee di prodotto o attività promozionali. Il contatto simultaneo di un numero di utenti molto più alto della media deve poter essere gestito in modo elastico, dinamico e, soprattutto, scalabile.

La tecnologia e l’infrastruttura di Colt consentono quindi risparmi sensibili perché evitano alle aziende del Luxury e del Fashion di acquisire tecnologie sovradimensionate per poter gestire picchi molto puntuali di traffico e, al contempo, consentono al top management dell’azienda di focalizzarsi davvero sulle attività core business e, di conseguenza, sulla crescita del Made in Italy nel mondo.

Un’infografica relativa al settore del Fashion e sul ruolo di Colt in questo mercato è visibile qui.

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