MiFID II – La sorveglianza del mercato


MiFID II – La sorveglianza del mercato

di Ralph Achkar

È ormai da un po’ di tempo che i trader hanno a che fare con il tema della sorveglianza del mercato. Probabilmente molti degli attuali trader azionari non ricordano i tempi precedenti alla direttiva MiFID I, quando la struttura del mercato e le possibilità di sorveglianza erano molto diverse. Per effetto dell’introduzione della direttiva MiFID II e dell’estensione della normativa legata alla sorveglianza delle operazioni, ora anche i trader che operano su altri mercati saranno sottoposti alle stesse regole dei colleghi che lavorano in ambito azionario.

La direttiva impone che ogni forma di comunicazione relativa a scambi azionari venga registrata sia che avvenga tramite email sia tramite sistemi di instant messaging o via voce. Ogni comunicazione deve inoltre essere categorizzata, datata e quindi archiviata in modo da poter essere facilmente recuperata in caso di controllo da parte degli organi regolatori competenti. La norma è rinforzata dalla minaccia di multe crescenti in caso di mancato rispetto delle regole.

Tutto ciò può sembrare piuttosto intimidatorio ma la realtà è che le soluzioni che funzionano correttamente per le operazioni azionarie funzioneranno bene anche per altre forme di investimento. E’ possibile che già esistano organizzazioni che hanno già adottato soluzioni idonee che andrebbero solo estese a copertura di altre attività di trading, in questo caso non sarà loro eccessivamente difficile adattarsi alle regole della sorveglianza. Tuttavia, la sovrapposizione normativa comporta ulteriori sfide.

MiFID II non è l’unica regolamentazione che richiede una vigilanza del mercato, si pensi ad esempio anche a MAR e Dodd Frank. Stabilire quale sia il livello di sorveglianza che hanno in comune queste regolamentazioni è cruciale per mettere i team preposti nella condizione ottimale di procedere con i cambiamenti assicurandosi di essere in regola rispetto a ciascuna delle diverse sfumature normative.
La compliance in tre parti
Nel caso di MiFID II, i dati e le comunicazioni voce devono essere monitorati, datati e registrati. Il processo di conformità può essere diviso in tre segmenti: l’archiviazione, le capacità di sorveglianza e le esigenze di dati del mercato.
L’attenzione va rivolta per prima all’aumentata esigenza di archiviazione che ha accresciuto le necessità di conservare le registrazioni. In questo caso si tratta di fare una scelta relativamente semplice fra soluzioni hosted, in loco o in remoto (on-premise o off-premise). Sono diversi i fattori che devono essere considerati in questa fase, tra cui lo spazio fisico necessario, la capacità di archiviazione e la crescita potenziale nel tempo.

L’attenzione, quando si parla di sforzi in termini di conformità, dovrebbe essere focalizzata soprattutto sulla capacità stessa dei sistemi di controllo. Le soluzioni usate per adeguarsi a MiFID I hanno ormai 10 anni, un arco di tempo molto lungo tecnologicamente parlando (il primo iPhone è stato lanciato nello stesso anno della direttiva MiFID I). Ma ad oggi i sistemi di sorveglianza non sono stati ancora materialmente aggiornati ed è vero che in gran parte d’Europa, a causa delle leggi sulla privacy, la sorveglianza del mercato è a un livello rudimentale.

Le comunicazioni via voce e quelle elettroniche devono essere trattate in modo differente e in entrambi i casi le condizioni poste hanno le loro tortuosità. Sia le comunicazioni elettroniche che quelle via voce devono essere identificate con una data, ma con diversi livelli di tolleranza: mentre è relativamente semplice scansionare la comunicazione elettronica in cerca di segni di comportamento irregolare, fare lo stesso per la voce non è così immediato. Le tecniche di riconoscimento del linguaggio sono ancora oggi inadeguate e le sfumature di una lingua o i dialetti risultano essere quasi interamente indecifrabili per un software. A questo si aggiungono le cosiddette private wires, che non sono basate su protocolli IP e il cui monitoraggio può incontrare delle difficoltà.

Le comunicazioni elettroniche, in confronto, sono più semplici da processare. La questione semmai riguarda il gran numero di strumenti disponibili, approvati o meno dal regolatore. Chiaramente i canali di monitoraggio approvati non presentano alcun problema, ma cosa succede con i sistemi di messaggistica social? Facebook Messenger, WhatsApp, Snapchat: come possono essere monitorati? Se per il controllo e la registrazione esistono già soluzioni, la chiave per assicurare il rispetto delle regole sarà generare un cambiamento nel comportamento dei trader. È una massima spesso ripetuta quella che le regole della sorveglianza servono a proteggere i trader ma anche il mercato nel suo complesso.

La terza tessera di questo puzzle riguarda i dati di mercato. Le informazioni sui prezzi sono una parte essenziale della sorveglianza del mercato e devono far parte di ogni progetto di registrazione degli scambi. La ricostruzione di uno scambio commerciale non serve a nulla se non c’è la ricostruzione del contesto: senza una visione del mercato nel suo insieme è impossibile dire come un’operazione abbia influenzato il mercato e se l’intenzione fosse fraudolenta o meno. Combinando i flussi dei dati di mercato con tecnologie di analytics si ha invece la possibilità di ridurre i falsi positivi e individuare comportamenti di mercato prima che diventino un problema.

 

Regolamentazione, reputazione e fatturato

Dato che la normativa MiFID II estende la copertura a diverse classi di investimento, il monitoraggio di cui sopra deve essere effettuato in tutti i trading desk. Molto probabilmente, questo comporterà un cambiamento delle strutture interne di definizione del budget, specialmente quando gli accordi di gestione continua del servizio e i costi dei data feed hanno bisogno di essere inclusi nella pianificazione. Lo sforzo di adeguamento per le differenti classi di investimento può offrire opportunità di un arbitraggio tecnologico o di costo quando diversi desk utilizzano sistemi comuni. La tecnologia avrà la stessa funzionalità, sia che si tratti di trading azionario, di redditi fissi o di valute, e sarà necessario lo stesso data feed di mercato a prescindere dal luogo fisico dal quale si opera.

Mentre potrebbe sembrare che l’adeguamento implichi un grande sforzo con una scarsa compensazione per il mercato, il costo del mancato adeguamento alla normativa potrebbe essere enorme. Molte istituzioni sono finite sui giornali dopo essere state multate per irregolarità negli scambi, subendo sanzioni significative.

Adeguarsi alle richieste di monitoraggio non sarà la parte più difficile di MiFID II ma potrebbe produrre conseguenze più importanti. Anche se la tentazione è quella di focalizzarsi sugli aspetti più interessanti della regolamentazione a discapito della sorveglianza di mercato, come hanno dimostrato le multe comminate di recente, non si tratta di qualcosa da prendere alla leggera.

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