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In che modo l’hackeraggio può aiutare le aziende

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Man mano che le notizie di attacchi informatici continuano a diffondersi in Europa, la questione della sicurezza è tornata al centro dell’attenzione delle aziende. Alcune grandi imprese hanno adottato misure estreme per proteggersi da questi attacchi. Virgin Media, ad esempio, ha assunto “white hat”, hacker etici certificati ai quali hanno affidato il compito di attaccare i propri dipendenti. Il motivo è che l’azienda vuole valutare per prima la potenziale vulnerabilità del proprio sistema per impedire agli hacker non etici, o “black hat”, di accedervi. Il risultato è un nuovo modo di proteggere account e-mail, numeri di carte di credito e persino bancomat e dispositivi medici dai criminali informatici.

Poiché aziende di tutte le dimensioni sono sempre più dipendenti da tecnologie come, ad esempio, il cloud, esse sono anche presumibilmente più a rischio di attacchi. Quindi, cosa possono imparare le PMI dalle aziende più grandi? Potrebbero anche loro impiegare “white hat” per proteggersi?

I “white hat” sono specializzati nel trovare le vulnerabilità digitali delle aziende e possono aiutare queste ultime a capire meglio la natura delle minacce informatiche da cui devono difendersi e il modo in cui tali minacce potrebbero rivelarsi gravemente dannose. I “white hat” possono individuare problemi che sfuggono ai team responsabili della sicurezza interna e possono aumentare la consapevolezza delle aziende rispetto ai modi in cui gli hacker possono farsi strada all’interno della loro rete.

Questo aumento delle tecnologie che favoriscono la flessibilità del lavoro e l’accesso ai sistemi dall’esterno di un firewall aziendale, come il cloud, gli smartphone, i tablet e persino la tecnologia indossabile, semplifica l’accesso ai dati sensibili e lo sfruttamento degli stessi da parte dei criminali. È facile immaginare che le aziende più piccole, che potrebbero non disporre di budget consistenti per la sicurezza IT, siano quelle più a rischio di attacco. Tuttavia, la lotta per la sicurezza dei dati e la risoluzione delle vulnerabilità dei propri sistemi sono aspetti che riguardano le aziende di ogni dimensione. Come dimostrato da un recente studio, alcune aziende europee, specialmente in Germania e nei Paesi Bassi, sono particolarmente a rischio di attacco informatico e i settori della tecnologia e della vendita al dettaglio sono particolarmente vulnerabili.

Anche se l’impiego di hacker etici a tempo pieno potrebbe non essere una soluzione sostenibile per le PMI, è chiaro che, con l’aumento della frequenza e della gravità degli attacchi informatici, tutte le aziende, piccole o grandi che siano, dovrebbero effettuare un’analisi completa delle proprie vulnerabilità almeno una volta all’anno, specialmente in caso di cambiamenti nell’infrastruttura IT. Affidarsi alle competenze degli hacker etici può aiutare le aziende a stare sempre un passo avanti rispetto ai criminali informatici.

Gli effetti di un attacco informatico possono essere devastanti per la reputazione di un’azienda e il suo risultato economico. La noncuranza è tutto ciò di cui gli hacker hanno bisogno per irrompere nei sistemi delle aziende, pertanto queste ultime devono proteggersi in modo proattivo dagli attacchi informatici. Informare i dipendenti delle conseguenze degli attacchi e delle misure da intraprendere per proteggere i dati sensibili rappresenta il primo passo per scongiurare le conseguenze potenzialmente disastrose delle minacce informatiche. Cosa possono fare le PMI? Ulteriori informazioni sull’argomento sono disponibili in questa pagina.

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